sabato 25 luglio 2015

Viaggiando nel mondo dei blog, riflessioni e conclusioni

Ho deciso di aprire un blog, l'ho deciso un paio d'anni fa, senza rendermi conto del "mondo" a cui mi stavo affacciando.
L'ho aperto con tanto entusiasmo, senza sapere che sarebbe stato un percorso difficile ed impegnativo.

immagine tratta del web























Credevo, nella mia ingenuità di principiante blogger, che bastasse scrivere emozioni, raccontare vicende vissute, non sapevo che tutto questo avesse tempi e costi.
Non sapevo che avere un blog significa dover:
contare le visite giornaliere, mensili, annuali
scrivere per pubblicare il più spesso possibile
essere onnipresente sui social
diventare pubblic relation di se stessi
fare "amicizia" con il numero maggiore possibile di altri blogger
organizzare i futuri viaggi cercando mete di cui sia stato scritto il meno possibile...
etc..etc..

immagine tratta del web
























Il blog che avevo in mente era un'altra cosa, ma mi sono fatta "trascinare" da tutto questo mio malgrado, e ci ho provato, ci ho creduto.
Ho imparato a fare cose che non sono propriamente nelle mie corde, tipo accedere al modello html
e andarlo a modificare,
Mi sono scervellata per ore per imparare a gestire il blog in modo un poco più professionale,
Ho passato intere serate a condividere e scambiare commenti su facebook per farmi conoscere,
Ho passato intere serate ignorando parole di mio marito seduto sulla poltrona di fianco perché "dovevo" essere presente sui social,
Ho passato interi sabati e domeniche a scrivere post per poter pubblicare spesso,
Mi sono levata tempo, tempo prezioso per me e per chi mi sta vicino.
Mi sono privata di momenti tutti miei come leggere un libro o farmi una passeggiata o starmene semplicemente senza far nulla per riposare mente e fisico.

immagine tratta del web



































Mi sono privata di momenti con le persone che amo, rifiutando una domenica a zonzo con mia sorella o una cena in famiglia perché dovevo seguire il blog.
E ora mi chiedo:
Tutto questo perché? Cosa è mai un blog?
Non è questo ciò che volevo e non mi piace quello che devo spendere per avere un seguito.
Quindi da oggi dico stop, mi riapproprio del mio tempo e del mio blog.
In realtà già da un paio di mesi ho levato il piede dall'acceleratore, in questo ultimo mese, poi, sono capitate cose che mi hanno riaperto gli occhi, che mi hanno riportato alla mia famiglia.
Non ho avuto tempo per il blog, non ho nemmeno avuto tempo di pensarci o di vedere se qualcuno se lo filava, le visite saranno crollate…e allora? Allora chi se ne frega.
Signori blogger, se qualcuno di voi ha avuto un pallido, pallidissimo timore che io potessi entrare nel circolo dei blogger “famosi”e fargli le scarpine…può mettersi l’anima in pace, non ci entrerò mai.
Non ho più intenzione di seguire queste assurde regole, vivo bene lo stesso, tornerò a scrivere per il piacere di farlo, esattamente come in questo momento sto scrivendo per puro sfogo.
Tornerò la Bea Travel Planner dei primi tempi





















Scriverò le mie emozioni in viaggio, se saranno utili a qualcuno bene, se non lo saranno avrò un diario da rileggere nei momenti in cui non potrò viaggiare. Lo leggeranno gli amici e la mia famiglia, lo leggerà mio marito e le mie amiche di chat che ogni volta si commuovono…pare che io sia brava a far lacrimare la gente!
Nel percorso di questi due anni ho anche conosciuto delle belle persone che mi seguono perché apprezzano la Bea per quello che è e perché trovano piacevole il mio modo di scrivere, sono questi i followers che danno soddisfazione, è questo il seguito che aspiro ad avere.
Non sparirò completamente, ma non vivrò nemmeno con l'ansia da post, continuerò a scrivere col cuore e a condividere quando avrò qualcosa da raccontare.
Grazie a chi mi ha seguito fino a qui e avrà ancora voglia di accompagnarmi in questa avventura, buona strada a chi non mi seguirà...



Reazioni:

19 commenti:

  1. Grande Bea!
    Se già qualche volta qua e là mi era capitato di leggerti, da oggi ho un motivo in più.
    Io sono stato cacciato via proprio per le stesse assurde regole.
    Regole di che poi...
    Sii Bea, e sarai la migliore al mondo!
    Quantomeno sarai unica, perché sarai Bea.
    ...e vaffanzum alle regole de 'sta cip cip!!!

    Sii felice

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    1. Almeno io me ne resto a modo mio...che avrai mai combinato per essere addirittura "cacciato"
      Ecco vedi, sarò unica...dimmi che è poco!!
      Se è questo che ti piace trovare in un blog, se questo ti incuriosisce
      Benvenuto, spero di farti buona compagnia, ovviamente di tanto in tanto ;)

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    2. Io scrivo da sempre.
      Sono finito nel rutilante mondo dei travel blogger per caso, ma non ne sono mai stato parte...
      Cosa ho fatto di oltraggioso?
      E' uscito un mio post programmato ad un'ora 6 ore dopo.
      Talmente oltraggioso da buttare nel cesso 3 anni di collaborazioni ed un'Amicizia.
      Continuo a starci male, ma tant'è...
      Ora continuo a scrivere, per conto mio, di quello che voglio, quando voglio.
      Ora sono in Ukraina, ma non faccio live twitting o post di resoconto.
      Vivo quel che c'è da vivere.
      Poi, se ne avrò voglia, scriverò.

      Pace e bene...

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    3. Mi piaci signor Ernesto de Matteis, mi piacciono le persone schiette, d'altronde pure io sono così,
      tendenzialmente senza peli sulla lingua,
      e sono pure una che le cose le prende a cuore, quindi capisco il tuo cruccio per quello che è successo.
      Buona strada

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    4. Bea, mamma mia...
      Quel signore mi fa più vecchio di quanto non sia...
      Trascino con stento ormai questo corpo 47enne ma l'Anima è quella che si è scoperta Ernesto a 15 anni dopo aver letto, ascoltato ed ancor letto di tutto...
      Ti prego, fai tua una delle affermazioni del mio nonno paterno che preferisco: il cognome serve all'anagrafe, io per tutti sono Ernesto...

      Per servirti...

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  2. Mi pare lo spirito giusto, Bea!
    Io i dati li guardo più per curiosità che per diventarci matta. Tutto il tempo che si dedica al blog lo si dovrebbe spendere per piacere, non per dovere, altrimenti diventa un lavoro più che una passione. Si dovrebbe impazzire coi layout ecc solo perché si sta arredando la nostra stanzetta nel web e ci deve piacere. Si dovrebbero seguire altri blog perché ci interessano davvero e perchè il bello è scambiarsi informazioni, pensieri, idee, visioni, non solo per attirare e fare a gara a chi riceve più visite.
    Almeno a me piace così.
    Sono contenta che ti sia venuta voglia di continuare ma a modo tuo, sarà un piacere continuare a seguire un'amica più che una blogger, anche se con la mia incostanza (da blogger atipica, appunto, hehehe...) mi capiterà d'essere distratta e qualche pezzetto lo perderò.
    Buona continuazione e buon divertimento, a presto!

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    1. Anna, sempre bello ritrovarti di tanto in tanto e devi sempre venirmi a trovare eh!
      Salutami i ragazzacci "Ignoranti"

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    2. Sei nella mia lista dei desideri per le piccole fughe! È che ce n'è sempre una (e non è una scusa mannaggia...) e soprattutto nella bella stagione siamo incasinatissimi! I ragazzacci ho visto che sei venuta a salutarli tu! O almeno il BOSS ha ha ha...

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  3. Mi piace la tua sincerità, e mi dispiace sentire la tua delusione.

    Avere un blog, o "essere" un blogger, può significare tante cose, e non credo che ci sia una "formula! giusta. Certo, però, fa una grande differenza scrivere per pura passione, o aprire un blog come business. Nel secondo caso, ci sono tutte le implicazioni che citi.

    Se è questo che desideri e che ti fa star bene, continua a scrivere per te stessa e per le persone che sanno apprezzare le tue storie e i tuoi consigli. Non tutti i blog (per fortuna!) devono essere uguali.

    Fai sentire la tua voce. Ci saranno sempre persone contente di ascoltarla.

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  4. Sai Simon non la chiamerei delusione, piuttosto una sorta di disincanto!
    Grazie per la visita, questo post mi sta facendo conoscere persone nuove, è un piacere.

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  5. Ciao Bea, il fatto che non tu non sottostia alle regole dei bloggers "famosi" e alle logiche di mercato che ormai ruotano attorno a questa nuova "professione", la metto tra virgolette, e che è diventato un business in cui i viaggi non ci sono (guarda caso i veri viaggiatori non sono parte di nessuna rete o cricca chiamala come voi) non fa di te una NON travel blogger, non meno di quanto non lo siano gli altri che si reputano tali salvo poi non viaggiare davvero.
    Ecco dove sta la differenza tra te e loro.

    Hai viaggiato, e loro no (viaggiano gratis ogni volta che possono), racconti di viaggi ed esperienze di viaggio loro fanno resoconti da tours di gruppo in hotels a 4 stelle, di cui fanno foto e sparano selfie a raffica dimenticano di raccontare la destinazione.

    Essere blogger di viaggi non implica entrare nella cerchia dei VIP e farsi regalare viaggi ma verte su altri presupposti che il disincanto, come in questo caso, riporta alla luce e portano sulla stada piu giusta per ognuno di noi.
    Ricorda che il blogger è prevalentemente un freelance, le opportunità sono tante e non sono solo quelle che vogliono farci credere.

    Un saluto da una blogger solitaria che è riuscita a fare del suo blog un lavoro senza perderne la genuinità ma soprattutto rimandendo indipendente da tutto e da tutti men che meno da chi voleva incastrare il mio amore per i viaggi in una azione mercenaria.
    In bocca al lupo

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    1. Giulia, che dire, un piacere averti sul mio blog, visto che io so chi sei e che tu sì di strada puoi dire di averne fatta tanta e non solo in viaggio!
      Mi sembra di aver capito che, pur viaggiando in modi differenti, in fondo lo spirito è lo stesso.
      Ma d'altra parte io sono convinta che il viaggio stia nel nostro DNA, ho incontrato persone che viaggiano low cost ove l'unico chiodo fisso è poter raccontare di essere stati in un dato luogo spendendo quasi niente e ignorando villanamente usi e costumi di chi li ospita.
      E ho incontrato viaggiatori che per loro fortuna possono permettersi qualsiasi lusso ma non per questo vivono in un limbo.
      Mi è anche capitato di vedere sui social, blogger dichiaratisi low cost per principio, convinti che sia l'unico modo vero di viaggiare...condividere articoli su blogtour ospitati in quegli hotels a 4 stelle menzionati da te...
      Io almeno sono coerente, ho sempre detto che dopo anni di viaggi a bassissimo budget adattandoci ad ogni cosa, ora, viaggiamo nel modo più comodo possibile spendendo il meno possibile, ecco perché il sottotitolo del blog è "viaggiare cheap and chic", sembra facile organizzare un viaggio con questo criterio, ma non lo è affatto e soprattutto mi adatto solo se non ho alternativa, quindi non andrei mai a dormire in un posto che non mi piace solo perché mi viene offerto in cambio di un post!
      Sarebbe un piacere poter restare in contatto e...lunga vita al lupo ;)

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  6. Io ti conosco oggi (ciao, io sono Anna!) perchè arrivo dall'intervista su The Dreamer Traveler, e ho scritto un post simile a questo qualche tempo fa, nel quale mi chiedevo quand'è che i blogger sono diventati non più persone normali che vogliono condividere esperienze, ma corsi e seo e followers e numeri.
    La blogger che volevo essere non era questo, ma mi sono ritrovata nel giro pure io. Mi sono sentita una che non conta niente e ancora adesso ogni tanto mi piglia l'ansia per le statistiche dei post. L'altro giorno parlavo con un'amica blogger e lei mi ha detto "il blog deve rendere felice te, non gli altri. E' la tua creatura, devi gestirla come vuoi tu" e questo mi ha aperto gli occhi. Anche il tuo post contribuisce ad aprirmi gli occhi. Dobbiamo smetterla di competere. Nel mio caso il mio blog non vuole diventare il mio lavoro, quindi non devo comportarmi come se lo fosse. Riprendiamoci i pensieri e la nostra vita e teniamo il blog come un meraviglioso raccoglitore di emozioni e di ricordi. Questo doveva essere!

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  7. Assolutamente d'accordo. Ho sempre scritto e viaggiato decidendo quindi, di lasciarne memoria in uno spazio solo mio e del mio compagno. Se poi, le mie parole potranno essere condivise ed essere di un qualche aiuto, bene! Se vorranno propormi a "loro" spese, mete in cui vorrò davvero andare, ancora meglio ma non diventerò una sponsor senza dignità e falso spirito. Gran piacere di conoscerti...autentica Travel Blogger!

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  8. Ma grazieee, sono sul commosso andante, non avrei mai pensato che partecipare "all'intervista" di Eleonora mi avrebbe portato nuove amicizie, felice di conoscervi e felice che ci sia tutto un mondo di blogger che non conoscevo e che la pensano come me...es un placer http://www.thedreamertraveler.it/setufossi-intervista-a-beatrice-di-bea-travel-planner/

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  9. Bravissima!
    E' inutile stare dietro ai bloggers, per la maggior parte ragazzine viziate che ti invidiano se sai scrivere meglio di loro.
    Il blog deve rimanere uno spazio personale, unico, irripetibile.

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  10. A me piace molto condividere sui social ed interagire con altri blog. Mi piace vedere il mio blog crescere e ammetto che sto molto attenta alle condivisioni, visite, commenti ecc...
    Cerco di scrivere e pubblicare abbastanza spesso, almeno un articolo a settimana (e articoli non da due righe come fanno molti, ma anche abbastanza complessi).
    Però, lo faccio nel tempo "libero", rinunciando magari ad una serie tv in più o a un pisolino.
    Senza rinunciare agli affetti, agli amici, ai viaggi, alle mie passioni.
    Credo ci sia un limite, oltre il qual il blog non deve andare. Non è giusto rinunciare troppo a se stessi per seguire il blog.
    Ognuno è giusto che dedichi il tempo e le energie che vuole, che sono "in più", ma non si deve diventare schiavi del blog.
    (certo, a meno che uno lo faccia proprio di mestiere).
    Quindi io non smetterò certo di seguirti solo perchè pubblicherai di meno o sarai meno presente sui social!!!

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  11. Difficile trovare degli sconosciuti che siano disposti a dare un grande aiuto in maniera disinteressata e senza chiedere nulla in cambio. Beatrice Casoni, invece, lo ha fatto.
    "Incontrata" per caso in un noto forum di viaggi mi ha offerto la sua immensa disponibilità chiarendo ogni mio dubbio, dandomi supporto e soprattutto sopportandomi pazientemente nei mesi che hanno preceduto la mia partenza per il Sud Africa e durante la mia permanenza. Mi ha fatto innamorare di questo Stato prima ancora di metterci i piedi, condividendo con passione le sue esperienze e dandomi preziosi suggerimenti. Qualche volta mi ha "rovinato la sorpresa", tanto erano dettagliate le sue descrizioni dei luoghi al punto che quando mi ci sono trovata fisicamente mi sembrava già di esserci stata! ;-)
    Ottimi i consigli riguardo agli avvistamenti degli animali, preziosi gli appunti che mi ha fatto avere riguardo alle abitudini dei felini e degli erbivori, precisi i tempi di percorrenza delle strade che mi aveva detto.
    Grazie Beatrice per il lavorone che hai fatto per me, spero che un giorno riusciremo ad incontrarci in Botswana!
    Giulia

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    1. Come scrivevo pochi giorni fa sulla mia pagina facebook...Ci sono persone che non si rendono proprio conto di quanto la parolina Grazie detta pubblicamente in certi casi sarebbe opportuna...
      Eh, no
      Proprio non ci arrivano, meno male che per un grazie mancato ce ne sono tanti altri che ti fanno persino commuovere!
      E il tuo grazie che è un insieme di bellissimi complimenti mi commuove assai!!
      Chissà che davvero non si organizzi un bel viaggio in Botswana insieme...
      Un grande abbraccio e mille grazie per questo gradito commento.

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