sabato 6 aprile 2013

Viaggio in Irlanda....in moto! (L'isola di Man)


Il mattino del 6 agosto ci accoglie con il sole, corriamo veloci quindi verso uno dei luoghi più suggestivi dell’isola, la punta sud. Qui si trova un bar/ristorante con una vetrata panoramica a 180° e un centro visitatori che fornisce un serie di informazioni: dalla storia di Calf of Man (isolotto posto di fronte) a quella dei relitti delle navi affondate in zona. Ci sono pochissime persone e ci godiamo il panorama con la sola compagnia del vento e delle foche grigie che sonnecchiano sull’isolotto roccioso Kitterland posto fra noi e l’isola di Calf of Man.
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Non so quanto tempo siamo rimasti a goderci lo spettacolo, un’oretta almeno, soddisfatti riprendiamo la strada per Port Erin, da qui partono le barche per Calf of Man, la prossima meta della giornata. Le strade dell’isola sono davvero un divertimento per i motociclisti, strette e tutte curve con scenari da cartolina e pochissimi mezzi a percorrerle. Proprio per questo però possono diventare pericolose, perché ti abitui al fatto che non c’è nessuno e quindi tendi a spingere sempre più e proprio dietro la prossima curva potresti trovare un trattore, quindi meglio starci attenti! Al porto di Erin cerchiamo la barca, ma il vecchio marinaio oggi pare non abbia voglia di lavorare, se non siamo almeno in 4 lui non esce, va bene, ci guardiamo in giro, arriverà sicuramente qualche altro turista che vuol venire con noi! Eccoli, una coppia si avvicina alla lavagna con gli orari, noi ci avviciniamo a loro, siete interessati alla barca? Si?! Bene anche noi, quello è il marinaio, adesso siamo in 4, possiamo partire. Il vecchio marinaio oggi non ha proprio voglia di lavorare, no, no, non si esce, c’è vento non va bene, ma se non tira una bava d’aria!?!
C’è il soleeee! Uffa, se piove non si esce, se c’è vento non si esce, adesso non si esce nemmeno con il sole….come si fa?Ma la Bea non si perde d’animo, e sa che le barche partono anche da Port Saint Mary. E questa volta la fortuna ci assiste, ed è proprio fortuna perché arrivati qui non c’è traccia di natanti che facciano l’escursione all’ isola di Calf, ma chiedendo in giro troviamo un “Lupo di Mare” che deve accompagnare il presidente del Manx National Heritage, due suoi ospiti e un terzo personaggio non ben identificato,  proprio sull’ isola per visitare i suoi antichi fari.Caspiterina, meglio di così, ci aggreghiamo all’ allegra compagnia, e con una traversata soleggiata e per niente ventosa in un’oretta e mezza arriviamo sull’ isolotto.                                                                                                                                                                                 
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 Calf of Man è una riserva naturale non abitata, super protetta, sede di un osservatorio per uccelli, vi sono un paio di cottage ove si può alloggiare col permesso del Manx National Heritage. Ma noi ci facciamo bastare questa giornata, evitando di entrare nei bellissimi fari costruiti nel 1818.
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Esploriamo l’isola usando i sentieri battuti e consultando la cartina che ci ha dato la moglie del nostro marinaio alla ricerca delle foche che vivono numerose in questa zona.
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Ogni tanto un leprotto saltellando ci saluta e le 3 orette che abbiamo a disposizione volano, è proprio una bella giornata calda e questo posto è un paradiso. Inaspettatamente incontriamo anche le Manx Loaghtan sheep, un caprone a quattro, a volte sei corna, tipico dell’isola di Man e il Manx National Heritage  ha portato qui un piccolo gregge che vive in libertà, con lo scopo pare di proteggere la razza. Le capre sono davvero buffe e ci avviciniamo per fotografarle, sperando di non infastidirle perché una cornata di queste….
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Ormai non ci resta più tempo e indenni dall’ incontro con le Loaghtan ritorniamo alla barca. Un’altra ora e mezza di mare ci spetta, e le sorprese non sono finite, sulle scogliere silenziose che abbiamo passato all’ andata ora c’è fermento. La moglie del barcaiolo condivide il nostro amore per la natura e si offre in una lezione gratuita sull’ avifauna locale. Accostiamo alle scogliere per vedere da vicino le Kittiwake (Rissa Tridattila) che rientrano ai nidi per la notte, il pennuto “condominio” è decisamente sovraffollato, ed è un continuo via vai di coinquilini indaffarati.
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Mentre ci avviciniamo al porto il tramonto inizia a pennellare il cielo con toni aranciati e ci regala  l’ultima emozione di questa splendida giornata, nella nostra cameretta gli amici gabbiani aspettano e ci salutano per l’ultima volta, all’ alba il traghetto ci riporta in Irlanda.

Reazioni:

3 commenti:

  1. Buonasera Beatrice, seguo da pochi giorni il tuo blog con passione, ho letto alcuni dei viaggi che hai intrapreso e delle tue avventure. Ho aggiunto il tuo blog al mio elenco lettura, anche se nel mio parlo più che altro delle mie creazioni. Un caro saluto, Chantal.

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    1. Grazie mille Chantal (nome splendido)visiterò certamente il tuo blog. Il viaggio irlandese prosegue, spero che continui ad appassionarti.
      A presto e con simpatia, Bea

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  2. Foto bellissime...
    Adoro questo genere di posti <3

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